De Simone Aristide, all’Arenaccia e al Reclusorio.
Questa fabbrica, costituita da baracche,
fu edificata al tiro a segno, nella zona Arenaccia. Era una società fatta in un
primo momento tra il De Simone e lo scultore ceramico Achille Panzano il quale
trovò rilevanti innovazioni al gusto decorativo della terraglia fino a diventare
molto importante. Finita questa collaborazione si formò una nuova società nei
pressi del reclusorio, tra il De Simone ed il principe Spinelli. Quest’altra
società finì dopo pochi anni. Il prodotto di queste ditte fu molto ricercato in
quanto ben fatto ed ebbe largo commercio sul mercato di Milano, in particolare
la maiolica. Molte maestranze del Mazzarella affluirono in questa ditta che
ebbe la direzione di Gennaro strino, seguita nell'ultimo tempo da quella di O.
Orefice. Fra le maestranze si notavano importanti lavori di Pasquale Cappelli abile pittore, Salvatore De Simone
allievo del Cepparulo e di Vincenzo Strino per quanto concerne la maiolica.
Informazioni tratte da “un’inedita relazione sulla crisi della ceramica artistico-industriale a Napoli fra otto e novecento” redatta intorno al 1935 dal maestro maiolicaro napoletano Vincenzo Strino figlio di Tobia (maestro alle scuole/officine di ceramica del Museo artistico industriale di Napoli al tempo di Palizzi e Filangieri). Pubblicata nel 1991sulla rivista “FAENZA” (bollettino del museo internazionale delle ceramiche di Faenza) dal Maestro Eduardo Alamaro.
(Marca dipinta)
(Marca dipinta)