Berardino MAZZARELLA Fabbrica di Maioliche e Ceramiche Artistiche
Corso Garibaldi 173 - Arenaccia al gasometro - Riviera di Chiaia 286 e deposito in S. Caterina a Chiaia 39 – Sant’Erasmo ai Granili - Ponte della Maddalena. - Napoli.
Cavalier Berardino Mazzarella, ex faenzaro
e pittore ditta Mosca e in seguito della Manifattura di Michele Giustiniani, venne avviato alla
lavorazione della ceramica dal capo maestranza ed abilissimo disegnatore Tobia
Strino. Successivamente, nel 1871, aprì una propria fabbrica in una catena di
scantinati di un palazzo al Corso Garibaldi, zona Ferrovia. Lavoratore
imparagonabile, tenace, volenteroso e capace: aveva la fermezza, dopo aver
fatto la consueta giornata in fabbrica, di guadagnare circa duecento lire in più,
per straordinario fatto a casa durante la settimana, vendendo la produzione allo
stesso Giustiniani (Don Michele) suo datore di lavoro. Inizialmente produsse
poche maioliche, niente stile “etrusco” o “greco”. Dopo pochi anni trasferisce la sede all'Arenaccia, di fronte al gasometro, e successivamente, dopo il 1893 apre una
nuova fabbrica al Ponte della Maddalena, ove lo stesso Mazzarella comincia il
suo incremento di maioliche in stile naturalistico/liberty ben presto
conosciuto in tutto il mondo. Si era ai tempi del commercio favorevole tra l’Italia
e la Germania. La ceramica Mazzarella viene quindi esportata in un modo
incredibile: le migliori piazze e fiere, come Lipsia, Berlino ecc. ne vengono
inondate tantoché gli stessi tedeschi ne facevano commercio – a loro volta –
con altri paesi esteri.
Chi muoveva tanto traffico era un
figlio del Mazzarella di nome Vincenzo, che portò il paterno articolo ceramico
napoletano quasi per tutto il mondo. Sposato con una berlinese, figlia di un
fabbricante di porcellana, Vincenzo Mazzarella – non si sa per innovazione o
per imitazione volle cominciare a cambiare la manifattura del padre per
assimilare tecnica e <<riuscita>> di quella tedesca ; in tal modo
abbandonando quello stile e quel saper fare nostrano che aveva portato la
fabbrica alla fortuna ed alla fama.
Questa <<cosa>> non attecchì
e cominciò quindi ad “annerirsi” la stella del Mazzarella: quell’immensa
attività si affievolì.
Da che si sfornavano numerosissime
ceramiche, si ridusse notevolmente la produzione. Dei duecento operai ed artisti, ogni
settimana se ne andava una certa quantità, finchè non si cercò un’ancora di
salvezza. Questa venne nella persona di un cliente molto facoltoso: il cavalier
Salvatore Chiurazzi. Distinto industriale che parve stabilire le cose per bene;
ma la conservazione del programma anzidetto, le oscillazioni di direzioni
misconoscenti l’arte, inette e invadenti dettero, il tracollo della più grande
fabbrica che abbia avuto Napoli. Venne
il giorno della liquidazione e la società si sciolse restando tutta
all'attrezzatura della fabbrica di proprietà del signor Chiurazzi.
Mazzarella aveva altri figli; fra
questi uno a Milano con lussuosi magazzini ed un altro a Padova. Qui il vecchio
finì i suoi giorni, amareggiato da non poter più lavorare. Di sé resto un nome
ed una famosa ammirazione per la immensa quantità e la bella qualità degli
articoli di ceramica puramente locale oltre al genere d'arte che aveva una
impronta tutta personale; qualità che emerse e arrivò ad eguagliarsi con le
consorelle d'alta Italia. Ebbe dalle sue maestranze una collaborazione
invidiabile: giorno per giorno esse si perfezionavano sempre di più sia dal
lato artistico che da quello operaio. Perfino gli operai divennero buoni
artigiani.
Lode ed onore al Mazzarella che con l'incoraggiante emulazione tirò su nuovi artisti che dettero un fruttuoso contributo oltre a dare asilo a quelli che avevano lavorato con i Cacciapuoti e i Mollica.
Tratto da “un’inedita relazione sulla crisi della ceramica
artistico-industriale a Napoli fra otto e novecento” redatta intorno al 1935
dal maestro maiolicaro napoletano Vincenzo Strino figlio di Tobia (maestro alle
scuole/officine di ceramica del Museo artistico industriale di Napoli al tempo
di Palizzi e Filangieri). Pubblicata nel 1991sulla rivista “FAENZA” (bollettino
del museo internazionale delle ceramiche di Faenza) dal Maestro Eduardo
Alamaro.
SEGUONO INFORMAZIONI E TEORIE INDIVIDUATE DAL SOTTOSCRITTO
ESPOSIZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI/INFORMAZIONI VARIE
· Torino 1881
· Napoli 1881
· Esposizione Nazionale di Venezia 1887
· IV Esposizione di Roma - medaglia di bronzo -1889
· Edimburgo 1890
· Napoli 1891
· Esposizione Naz. di Palermo – Med. d’argento 1891-1892
· Genova 1892
· Anversa 1893
· World’s Columbian Exposition di Chicago del 1893
· Esposizione Universale di Anversa 1894
· Esposizione Nazionale di Torino 1898
· Fiera di Lipsia 1901
· The Ceramics of the Louisiana Purchase Exposition 1904
· Esposizione Internazionale di Torino 1911
Nel 1882 in un lettera diretta al Principe Gaetano Filangieri, Berardino Mazzarella mette a disposizione del Museo Artistico Industriale alcuni piatti di sua produzione (A.S.N., Istituto d’arte Salazar vol. VI).
Nel 1889 è presente alla IV Esposizione di Roma con Maioliche di stile antico e moderno, dove viene premiato con una medaglia di bronzo con la seguente menzione: Al Signor Berardino Mazzarella (Napoli) per la commerciabilità e buon prezzo delle sue maioliche dipinte.
Nella Rassegna Illustrata “Natura ed Arte” del 1897-98 si legge: Ormai non vi sono più Esposizioni, in Europa e in America, senza che la ditta Berardino Mazzarella venga premiata. Egli ha avuto la fortuna d'incontrare il gusto del pubblico in un modo veramente straordinario , ciò che gli ha permesso di stabilire succursali un po' in tutte le parti del mondo; perciò, è diventato il più importante esportatore di ceramica che abbiamo in Italia. I lavori del Mazzarella appartengono un po' a tutti i generi, e bisogna dire che ad ogni genere è riuscito a dare un'impronta speciale, spiccatissima. Ultimamente volle affermarsi nel genere « Capodimonte » ed i suoi sforzi furono coronati da un invidiabile successo. Quasi tutti i suoi gruppi << capodimontiani » , sono venduti ; uno, il più bello, in cui sono riprodotte alcune graziosissime giovani che cantano e folleggiano tenendosi a braccetto, fu subito acquistato dalla principessa Letizia, e già la filza dei cartellini indicanti la richiesta di riproduzioni va allungandosi in modo sbalorditivo. Il Mazzarella tentò pure , con splendida fortuna, il genere « Urbino » ed << Abruzzo » ; trionfò nello stile moderno ; nel barocco, nel Luigi XV. I suoi vasi, le sue giardiniere, le sue mensole , i suoi tavolini dipinti a gran fuoco sono oramai tutti venduti. Fra i vasi mi piacque singolarmente quello in cui Tiberio è effigiato nel momento nel quale contempla la nuova, bellissima schiava offertagli da un rozzo negoziante, ed un altro ricordante la favola della Fortuna cieca.
All’ Esposizione Nazionale del 1898 a Torino, i lavori del Mazzarella vengono così descritti: Berardino Mazzarella è certamente fra i migliori ceramisti napoletani. Alla vivezza dei toni egli accoppia l'eleganza della forma. La maggior parte della sua produzione è cotta a gran fuoco. La parte pittorica non è meno curata di quella scultorea, per la quale gli artisti napoletani conservano una rara agilità. Le cose esposte dal Mazzarella sono veramente egregie, e ben si comprende come a lui sia toccata con pochi altri la massima delle ricompense accordate dal Giurì.
Nel bollettino di notizie commerciali della fiera di Lipsia tenutasi nell’autunno del 1901 viene riportata la seguente dicitura: Berardino Mazzarella di Napoli offriva, fra diversi oggetti, un gruppo di fanciulli musicanti in colore verde antico, con una plastica eccellente e con molta espressione.
Il critico d’Arte di quel tempo Efisio Aitelli, considerava Berardino Mazzarella “uno dei migliori ceramisti napoletani”.
Alla mostra “The Ceramics of the Louisiana Purchase Exposition” Italia, scrivono: la tipica maiolica e la maiolica italiana erano ben rappresentate negli edifici dei produttori e delle industrie varie. Berardino Mazzarella, di Napoli, realizzò una delle migliori esposizioni in quella linea con grandi vasi, riccamente modellati in rilievo con fiori e decorati con colori maiolica.
All'esposizione internazionale di Torino del 1911 Mazzarella Berardino
era presente al padiglione delle Industrie Artistiche con Vasi,
giardiniere, oggetti di stile, imitazioni Capodimonte, ceramiche
imitazioni dell'antico e articoli di decorazione.
A seguito di una personale consultazione della Gazzetta Ufficiale del Regno D’Italia datata 10 dicembre 1913 – foglio delle iscrizioni nr. 287, è stato possibile stabilire una data alquanto certa (finora sconosciuta) della chiusura della “Società Anonima Ceramica Artistica Napoletana di Berardino Mazzarella”. Si tratta della convocazione dei soci azionisti del 27/28 dicembre 1913, per la nomina di un liquidatore e proposta per lo scioglimento anticipato della società.
Presuppongo quindi, quale data di chiusura della società il 31 dicembre 1913, ritenendo abbastanza veritiera questa ipotesi in quanto successivamente a questa data non ho mai trovato alcuna informazione utile su questa manifattura.
Intorno agli anni 30 del 1900, si hanno notizie dei Mazzarella in Milano: Berardino Mazzarella, via A. Scarpa n.1 Milano e Mazzarella Vincenzo, via S. Paolo 6 Milano, quali rappresentanti di maioliche ed altri oggetti.
CURIOSITA'
Il 28 febbraio del 1901 si tenne un processo penale a carico di Berardino Mazzarella (Faenzaro) e Gennaro Chiurazzi (titolare delle fonderie) in cui li vedeva indagati per il reato di "Riproduzione Abusiva di Opera D'Arte".
(Archivio Storico di Napoli) il 12 agosto 1905 ci fu un accordo tra il marchese Emilio Nunziante, il cavalier Berardino Mazzarella ed il cavalier Domenico Pagliano per lavori alla proprietà in via Riviera di Chiaia 287 per notar Raffaele Giusti di Napoli .
Berardino Mazzarella nel 1909 propose contro l’amministrazione delle Ferrovie dello Stato, un’azione risarcitoria dell’importo di certa ceramica spedita e arrivata a destinazione dopo il termine regolare di resa. Ma, decorsi i termini di presentazione dell’appello, la richiesta venne rigettata.
Vincenzo Coppola
MARCHI
Berardino Mazzarella
Marchio dipinto
B Mazzarella Napoli
Marchio impresso in pasta
B. Mazzarella
Marchio dipinto
Italy B. Mazzarella-Napoli
Firma di Pasquale Cappelli, Maiolicaro presso la manifattura Mazzarella
Marchio dipinto
Cartellino adesivo
Italy Mazzarella Napoli
I seguenti marchi (M con corona) vengono spesso "erroneamente" attribuiti alla fabbrica Mollica, ma, in base a studi e ricerche da me effettuate, il marchio "M sormontata da corona Reale" è da attribuire esclusivamente alla manifattura di Berardino Mazzarella.
M con corona e scritta Italy
Marchio dipinto vari colori
M coronata
Marchio dipinto
M sormontata da corona
Marchio dipinto
M coronata
Marchio impresso in pasta
M con corona e trattini (2/3)
Marchio dipinto colori vari
M sormontata da corona
Marchio impresso in pasta
M coronata
Marchio dipinto colori vari
M con corona e scritta Italy
Marchio dipinto a stampo blu o nero
M coronata
Marchio dipinto colori vari
Marchio impresso
Marchio dipinto
Marchio impresso
Sovente sotto le gambette delle M coronate dipinte a mano, si possono notare dei trattini (da 1 a 3 linee) spesso collocati a dx e di rado anche a sx o lontane dal marchio. Questi segni, con molta probabilità servivano ad identificare il lavoro svolto dai diversi decoratori.
Catalogo di vendita del 1897/1898
Berardino Mazzarella
Napoli (Italia)
Fabbrica di Majoliche e Ceramiche Artistiche
(composto da 140 pagine contenente oltre 1600 manufatti
con relativi prezzi, misure e numero di riferimento)
(Collezione privata - V. Coppola)
Piatto quadrato in terracotta maiolicata, con tesa merlettata e scena
centrale con veduta marinara con barche e Vesuvio sullo sfondo
Manifattura Berardino Mazzarella
Napoli 1890 ca.
Marca
M
(coronata)
(Collezione privata - V. Coppola)
Testatina pubblicitaria Berardino Mazzarella
Rappresentanze
via Antonio Scarpa n. 1 Milano
(Collezione privata - V. Coppola)
Pagina pubblicitaria
della ditta Berardino Mazzarella. Tratta dal libro
<<Le
Musée National de Naples illustré en CLXV gravures y compris VI planches se
rapportant aux dernièrs fouilles de Pompéi (maison des Vetii)>> di Luigi
Conforti. - Napoli 189?.
Con questo
documento avvaloriamo quanto riportato nella Rassegna Illustrata “Natura ed
Arte” del 1897-98 dove si legge:
Ormai non
vi sono più Esposizioni, in Europa e in America, senza che la ditta Berardino
Mazzarella venga premiata. Egli ha avuto la fortuna d'incontrare il gusto del
pubblico in un modo veramente straordinario, “”” ciò che gli ha permesso di
stabilire succursali un po' in tutte le parti del mondo”””.
Infatti,
nel documento si parla appunto di “Exhibition and Sample Halls” (Padiglioni
espositivi e campionari) in alcune città Europee: Berlino, Parigi, Amsterdam,
Torino e ovviamente la sede di Napoli al Ponte della Maddalena.